E' nell'aria 
di ogni ingenuo istante promesso,
come il sottile gioco di parole
di ogni uomo ferito,
un segno di gloria
nell'orizzonte incerto
di ogni nuovo mattino.
E sfugge
quando la felicità
è un breve attimo interrotto,
un respiro intrappolato
in un sogno di libertà.
Si dissolve:
è un fragile silenzio di carta
appeso al chiodo dell'eternità,
quando il sole
stenta ad oscurarsi,
quando il confine tra follia e realtà
comincia a confondersi.
E' il grido dell'innocente
che infrange le pareti
dell'odio più nascosto,
è un gesto d'accusa
per chi chiede perdono,
il delirio più vago
di una grande realtà
negata.
Ma è dolce il suo respiro
e chiara la sua immagine,
sfuggente
tra gli "ormai"
della banalità più trasparente,
mai unica,
ma sola carta vincente
tra i rimorsi
di un sipario sbiadito,
calato per errore
a coprire gli inutili resti
di ogni finta vittoria.

 

 

 

 


© Federica Bianchi