L'ultima volta 
che ho visto il sole sorgere su di te
è stato nelle sterminate praterie dell'oriente,
dove un giorno
un nuovo profeta si è affacciato alla vita,
e attraverso le quali da solo
anche tu sei giunto ai piedi del mondo.

L'ultima volta 
che ho sentito gridare il tuo nome
è stato all'inizio di un ponte di carta
dove spesso 
ho cantato la fine di un inverno,
e dal quale un tempo
hai gettato invano frammenti di cuore.

L'ultima volta
che ho percorso il grande sentiero roccioso
ho scoperto in me uno spirito nuovo,
ho parlato al vento degli antichi guerrieri,
ho capito finalmente il perché
di un lungo silenzio mai rotto.
L'ultima volta 
che ho aperto il libro del tempo
ho trovato stracciate le false leggende di gloria,
ho letto a voce alta le rime spente del cielo, 
ho imparato a memoria i canti abbandonati 
della nostra civiltà senza nome.

 

 

 

 


© Federica Bianchi