Scorre silenzioso
tra gli argini del tempo,
lungo le rive del dolore
e della speranza,
incontrollabile,
sui ciottoli scivolosi
della Storia.

Scende in fretta
dagli azzurri ghiacciai dell'infanzia,
irrefrenabile,
e d'estate si ferma
per dissetare le pianure più aride
sorridendo agli anni
che gli passano accanto.

Cambia il suo colore
con quello del cielo,
canta inni alla pioggia
e sussurra al sole
i suoi più intimi desideri.
Risplende al tramonto
sotto i ponti del destino
riflettendo le luci
e i tanti volti stanchi
della sua civiltà.

E va avanti
inafferrabile
alla continua ricerca
di un senso più profondo,

fino al giorno in cui
- nel confondersi
con le acque salate del mare -
capirà quale fosse
fin dall'inizio
il misterioso unico scopo
della sua nascita.

 

 

*

Tratto da “In Controluce”

 


© Federica Bianchi