Fiori appassiti
soltanto
tra le pagine di un diario
senza giorni e senza età,
rimaste ad evocare 
con il loro strano intenso profumo
antiche emozioni
senza più vita.
Petali rossi
come li ricordo adesso
coperti di pioggia tra le mie mani
quella notte, 
appassiti
messaggeri di un destino
che non si poteva cambiare,
schiacciati dal peso
di parole che non dissi mai.
E torno a pensare a quei giorni:
tutto oggi sembra lontano,
come perso in un tempo diverso
in cui quelli 
non eravamo noi.
Ma restano testimoni
queste mie rose appassite,
lasciate di mattina al sole 
affinché durassero in eterno 
nei ricordi,
e adesso così inutili,
crudeli presenze senza senso.
E restano ferme lì:
sembrano guardarmi
e aspettare che le butti via...
ma chiudo le pagine di colpo
per non farle scappare,
per non farle morire di nuovo,
mentre le loro spine mi chiamano ancora
da qualche angolo segreto del cuore.

 

Federica Bianchi