Senz’acqua
giace all’ombra 
di un altro pensiero triste,
ai confini di un autunno scolorito
che scivola verso le braccia tese
dell’inverno. 
Cammina leggero
tra le lacrime dolci dei bambini,
si posa ignaro sulla terra
mentre le nostre voci stonate
si rincorrono,
ci sfuggono.
Ha perduto i suoi colori,
e indossa il profumo amaro
di un altra storia finita,
smarrita.
Cade al primo soffio di vento,
tra i nostri passi incerti,
per essere dimenticato poi
sull’asfalto freddo della strada.
Simbolo e ricordo
di tutto ciò che di bello è stato,
per durare soltanto
il breve tempo di una stagione.

 

 

Federica Bianchi