Fili d’argento
corrono dietro i finestrini
lungo le strade curve
e i brevi rettilinei
di questa misteriosa stagione 
senza età.
Alberi dalle foglie grandi
che riflettono i colori del tramonto,
terre intaccate dal tempo
che non sanno nascondere le orme 
di chi 
col pianto
vi ha fatto rinascere germogli.
Fili d’argento
legano ancora i nostri pensieri
ad un passato che ci è sfiorito 
tra le mani,
rimpianto,
per non cedere alla noia
o alla tentazione di diventare
monotonia.
Quotidianità,
squallidi gesti ripetuti,
scontati
che giorno dopo giorno
lentamente
ci uccidono dentro. 

 

 

 

Federica Bianchi